Joel Meyerowitz, 50 Years of Photographs

New York city, 1962, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

In occasione dei suoi cinquant’anni di carriera, una serie di eventi celebra il lavoro del fotografo americano Joel Meyerowitz.

Se già a maggio 2012 l’Hotel des Arts di Tolone in Francia aveva ospitato nell’ambito del Festival Photomed un’esposizione a lui dedicata, questo mese la Howard Greenberg Gallery di New York, distributrice mondiale dei suoi lavori, ha organizzato una mostra in due parti che si propone come retrospettiva sulle diverse tappe, e i diversi stili, che hanno caratterizzato la produzione di Meyerowitz: dagli esordi negli anni Sessanta alla produzioni più recenti del 2011.

Christmas at Kennedy Airport, 1968, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

La prima parte in mostra, al termine il primo dicembre, ripercorre la produzione del periodo 1962-1977: gli anni del suo esordio come fotografo, della dedizione alla street photography in bianco e nero, e della progressiva nascita della sua passione per il colore a dispetto di quanti ancora a quei tempi consideravano la fotografia a colori irrimediabilmente commerciale e non adatta a produrre lavori artistici di rilievo.

Bulgaria, 1967, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

Camel Coats, New York City, 1975, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

Il colore sarebbe diventato un tratto distintivo del suo lavoro. A partire dagli ultimissimi anni Settanta, questa strada appare chiara nei paesaggi di Cape Cod, poi raccolti nel suo primo libro, Cape Light, del 1979, diventato successivamente un classico della fotografia a colori. La seconda parte della mostra, in programma fino al 5 gennaio 2013, prende avvio da questo lavoro per continuare il suo percorso sull’autore attraverso le serie successive, i paesaggi toscani, le vedute “cinematografiche” realizzate in giro per l’Europa, Aftermath la raccolta di immagini su Ground Zero, fino al lavoro più recente dedicato ai quattro elementi aria, acqua, terra, fuoco.

Laundry Cape Cod 1982, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

Dune grass, House, Truro, 1984, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

Contemporaneamente alla mostra, Phaidon ha pubblicato questo mese un lussuoso cofanetto in due volumi, ed edizione limitata: Joel Meyerowitz: Taking My Time, contenente quasi 600 immagini dell’autore, di cui molte inedite.

Ironworkers at Ground Zero, 2001, ©Joel Meyerowitz, Howard Greenberg Gallery

Cinquant’anni di carriera come fotografo, quelli di Meyerowitz, iniziati casualmente. Nato nel 1938 in una famiglia operaia del Bronx non aveva intenzione di fare il fotografo. Dipingeva e lavorava come art director in un’agenzia pubblicitaria. Incaricato una volta di accompagnare Robert Frank  in un assignment commerciale – un Frank che  aveva da poco pubblicato The Americans (1958), oggi diventato uno dei più importanti libri nella storia della fotografia, ma di cui a quel tempo Meyerowitz non sapeva nulla – rimase esterrefatto dal modo in cui Frank si sapeva muovere con la macchina fotografica. Qualche tempo dopo lasciò il lavoro e iniziò il suo percorso nella street photography. Nel filmato che segue, Meyerowitz ci racconta quest’episodio fondamentale della sua vita

Howard Greenberg Gallery,
The Fuller Building
41 East 57 Street Suite 1406
New York, NY 10022
Joel Meyerowitz Part I: November 2 – December 1, 2012
Joel Meyerowitz Part II: December 7, 2012 – January 5, 2013

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